Dopo l’uccisione di Jakie Wong, leader della malavita cinese locale, Stanley White (Michey Rourke), pluridecorato capitano di polizia, di origini polacche, reduce del Vietnam, ha l’incarico di indagare su una serie di delitti compiuti da alcune bande giovanili a Chinatown, il quartiere cinese di New York.
Stanley vuole estirpare dal quartiere il traffico di droga e porre fine alle altre attività illecite, gestite dalla Triade cinese, la secolare magia cinese, ma deve fare i conti con i superiori, che non amano i suoi modi violenti e/o perché sono, in qualche modo collusi e tolleranti con i mafiosi di Chinatown.
Contro la corruzione dilagante, Stanely non si fa scrupoli di usare ogni mezzo a sua disposizione per far rispettare la legge e, per dare più forza alla sua battaglia, gironzola sempre più intorno a Tracy Tzu (Ariane Koizum), giovane e spregiudicata reporter televisiva di origine cinese.
Convinta da Stanley a schierarsi dalla sua parte, la giornalista punta sempre più il dito sui loschi traffici della mafia cinese, scatenando, così, la prevedibile reazione di Joey Tai (John Lone), un giovane mafioso che ha preso il posto del vecchio patriarca.
Connie (Caroline Kawa), la moglie di Stanley, trascurata e delusa, lo pianta, anche perché lui ha allacciato una bollente relazione con Tracy. L’ondata di violenza non si arresta e le bande giovanili, dopo aver fatto irruzione in un ristorante cinese, frequentato da turisti, compiono una carneficina.
Joe Tai intanto, dopo essere volato in Thailandia per negoziare un’importante partita di droga, irritato per i servizi di Tracy Tzu in televisione e per la caccia che Stanley sta dando ai suoi uomini, ordina di far irruzione nell’appartamento di Tracy e violentarla e, di eliminare Stanley.
I sicari fanno irruzione a casa di Stanley e Connie è uccisa. Stanley, giura di vendicare la sua morte e affronta Joe Taj …
Coadiuvato in sede di sceneggiatura da Oliver Stone, Cimino (Il cacciatore, I cancelli del cielo, Il siciliano, Verso il sole…), traspone liberamente, sul grande schermo l’omonimo romanzo di Robert Daley e gira le scene in una Chinatown ricostruita da De Laurentis negli studi di Wilminghton, in Nord Carolina.
Il regista sposa gli stilemi del classico poliziesco urbano e pone da una parte i buoni (Stanley e Tracy) e dall’altro i cattivi (i cinesi della Triade). Cimino pesca nel genere e mostra un eroe solitario, carico di risentimento per la sconfitta americana in Vietnam, che nutre ancora un odio viscerale per i “musi gialli”.
La battaglia che ingaggia contro la Traide sembra, infatti, un vano tentativo di pareggiare i conti rispetto all’esperienza traumatica vissuta in Vietnam.
In questa battaglia, per quanto vittorioso, sarà sconfitto; non solo perché Connie è uccisa, ma perché la Triade, dopo la morte di Joe Tai, elegge un nuovo capo.
Il regista americano non lesina gli scontri a fuoco tra le bande e dona alla vicenda il giusto ritmo, che non cala mai di una tacca. Rourke, un po’ troppo sopra le righe, ma convincente.
Per un approfondimento della filmografia prodotta da Dino De Laurentiis si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Dino De Laurentiis Da Torre Annunziata ad Hollywood. I suoi film”, edito da La Valle del Tempo.
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