Andrea (Lino Capolicchio), figlio di Mario (José Quaglio), ricco editore, è rimasto traumatizzato dalle effusioni erotiche che la madre gli riservava quando era piccolo. La madre umore precocemente e la vista del suo cadavere finisce per incidere sul già precario equilibrio psicologico di Andrea. Il padre, ben presto, si risposa con Mireille (Erna Schurer), una donna che non disdegna di tradirlo.
Divenuto adolescente, Andrea assume un atteggiamento apparentemente spregiudicato verso le ragazze, ma in realtà è pieno di complessi ed è incapace di costruire con una donna una relazione affettiva e sessuale significativa. Amante delle foto, ritrae Clara (Pier Paola Bocchi) in qualche posa osè e le disegna uno strano dipinto sulla schiena.
La sua stanza è tappezzata dalle foto di Carol (Colette Descombes), amica di Erna, fidanzata con il bello e aitante Jean. Andrea ne è invaghito, ma quando lei viene a trovare Erna nella villa, lui, timido e impacciato non riesce a parlarle. Mario organizza una festa in villa e Carol gli confessa che lo trova simpatico, perché diverso dagli altri, e che è attratta dai suoi comportamenti strani e anticonformisti.
Quando, in un capanno sulla spiaggia, Carol gli chiede di far l’amore, Andrea s’inceppa e per reazione tenta di soffocarla, fino a farle perdere i sensi. Dopo aver lottato contro i propri fantasmi, fa l’amore con lei. Ma…
Film ribellista che ruota intorno all’irrisolto rapporto edipico di Andrea con una madre troppo giovane e bella, impaginato, volutamente in maniera un po’ disconnessa e diseguale. Rondi lascia molto spazio alla voce off di Andrea che, nel corso della vicenda, svela i propri tormenti e commenta le emozioni che prova mentre osserva distaccato quello che gli accade intorno.
Andrea è descritto come un giovane pre-genitalizzato, che, invece di fare l’amore con Carol, la donna che ama, preferisce, in maniera voyeuristica, nutrirsi solo degli sguardi che le rivolge. Dopo aver fatto l’amore con lei, i suoi sensi di colpa, per aver in qualche modo, tradito la madre, si risvegliano all’improvviso e pugnala con ferocia la bella Carol.
Il regista lombardo dona alla pellicola un tocco surreale grazie alle artistiche composizioni fotografiche create dall’inquieto e insoddisfatto protagonista. Non manca un pizzico di morbosità; Andrea riprende con una videocamera le effusioni erotiche della matrigna e successivamente quelle di Carol con il fidanzato.
Sullo sfondo, lo sfaldamento della famiglia borghese, i conflitti tra padre e figlio e una critica alla mercificazione della cultura. Capolicchio, fresco e spontaneo, sugli scudi.
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