Lo smemorato di Luciano Salce Italia– 1968– Durata 86’

7 Settembre 2026 | Di Ignazio Senatore

Roma Un uomo, privo di memoria, è ritrovato nudo a Piazza di Spagna, con un orecchino insanguinato nella mano. Al commissario D’Altino (Raimondo Vianello) il compito di dipanare il mistero.

Un’anziana signora, zia Tecla (Lina Volonghi), mezza matta, crede di ravvisare nello smemorato il figlio, a suo dire, un tempo, rapito dagli zingari.

  E’ poi la volta di Pepita (Pamela Tiffin), accompagnata dell’architetto Arturo Rossi (Luciano Salce), che dichiara di essere la moglie americana dello sconosciuto.

Flashback. Nella banca dove lavora Michele (Marcello Mastroianni), si presenta lo sceicco Mohamed con le sue quaranta mogli. Tutti sanno che ha il debole per le bionde, che compra in giro per il mondo. Michele allora pensa di sbarazzarsi di Pepita, la moglie che, per la sua mania di spendere, gli costa una fortuna. L’emiro, però, gli comunica che ha già nel suo harem una donna molto simile a lei e allora Michele vola con lei in Marocco, deciso a venderla a qualche sceicco. Dopo varie peripezie, sarà Pepita che lo venderà a uno sceicco omosessuale.

Rossi confida, poi, al commissario che aveva invitato Michele a casa, per una cena. Per l’occasione, Dorotea (Virna Lisi), la moglie, aveva preparato una bella cenetta. Per un nonnulla, aveva iniziato a litigare con lei e, esasperato, l’aveva rabbonita, sparandole un colpo di pistola a salve.

Il commissario, intanto, è informato che Michele è ricoverato nella clinica Villa Serena. Pepita, intuisce che il marito é scappato dall’harem dello sceicco gay, si reca in clinica, chiude il marito in un baule e, in cambio di una grossa cifra, lo restituisce all’emiro. Ma nel baule ha infilato un altro uomo e Michele, invece, è a casa che la aspetta.

Film nato da un’idea di Carlo Ponti, che aveva già prodotto Oggi, domani e dopodomani. film in tre episodi, interpretati tutti da Marcello Mastroianni.; il primo, L’uomo dei cinque palloni, diretto da Marco Ferreri, il secondo, L’ora di punta da Eduardo De Filippo e il terzo, La moglie bionda da Luciano Salce.

Deciso a conquistare il mercato americano, eliminato il primo episodio di Ferreri, il produttore milanese chiede a Salce di girare il prologo e delle scene di raccordo tra l’episodio L’Ora di punta e La moglie bionda, montate come dei flashback.

Salce incardina allora una spy story, con tanto di commissario di polizia e un paio di inseguimenti. Come prevedibile, il risultato è deludente e, al tempo, non convinse né il pubblico italiano, nè quello statunitense.

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