Luchetti gira a Napoli “Lacci” e cerca casa

21 Luglio 2019 | Di Ignazio Senatore
Luchetti gira a Napoli “Lacci” e cerca casa
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Nel film di Mario Monicelli, Totò cerca(va) casa a Roma. Daniele Luchetti, invece, lo fa, invece, a Napoli e, per meglio dire, ne cerca addirittura due. Tutta colpa del suo prossimo film, “Lacci”, tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, che il regista romano girerà, a fine settembre, nel capoluogo campano.

Autore di film mai convenzionali, che hanno fatto la storia del cinema italiano  (“Il portaborse”, “Mio fratello è figlio unico”, “La nostra vita”, “Anni felici”…) Luchetti ha, infatti, disertato le agenzie che suggeriscono location dove ambientare film ed, a caccia di luoghi non ancora sfruttati dal grande schermo, ha creato un indirizzo mail (laccilocations@gmail.com) dove gli interessati possono inviare le foto dei propri appartamenti da fittare per la durata delle riprese.

Il primo deve rispecchiare quello dove viveva, negli anni Ottanta, un professore del ceto medio; l’altra abitazione, invece, deve essere più “cool”, perché Aldo ormai sessantacinquenne, vive con la moglie, ma è diventato famoso come conduttore televisivo. Due ambienti che devono far da cornice alla storia di una coppia che si scompagina e che cerca (invano?) di ritrovare, anni dopo, l’armonia perduta. “Lacci” racconta, infatti, quella nebbia che avvolge i sentimenti di una coppia, che non comprende più se a tenerli uniti sia la felicità o l’infelicità. Aldo è, infatti, un uomo che cerca, (egoisticamente?) di liberarsi dei “lacci” del matrimonio che lo hanno imbrigliato negli anni e privato della libertà; Vanda è, invece, una donna ferita, che non perdona al marito di aver abbandonato lei e i figli per una donna di nome Lidia. Non solo case. Luchetti cerca anche due bambini, un maschio e una femmina, tra i 7 e 9 anni. (si può inviare una foto a klab4film@gmail.com.) A coadiuvare Luchetti, in sede di sceneggiatura, due scrittori campani, dalle cui opere, il regista romano ha tratto due film; Domenico Starnone (“La scuola”) nel 1995 e Francesco Piccolo, (“Momenti di trascurabile felicità”), nel 2018.

Articolo pubblicato su il Corriere del Mezzogiorno – 21-7-2019

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