Onorevoli al cinema

7 Febbraio 2026 | Di Ignazio Senatore
Onorevoli al cinema
Senatore giornalista
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Uno dei personaggi più gettonati della cinematografia nostrana è quella dell’onorevole. Non meraviglia, quindi, che grandi registi hanno dedicato loro pellicole più o meno ispirate, che hanno spesso fatto storcere il naso alla critica.

Uno degli esempi più lampanti è Hammamet (2020) sulla discutibile figura di Bettino Craxi. Messe da parte le pellicole su Aldo Moro, vittima delle Brigate Rosse, dirette da Marco Bellocchio (Buongiorno, notte, Esterno notte) e da Giuseppe Ferrara (Il caso Moro), non va dimenticato Il divo di Paolo Sorrentino su Giulio Andreotti, Loro su Berlusconi, e il suo La grazia che ruota intorno a un immaginario presidente della Repubblica Italiana.

Antesignano è La mia signora, film ad episodi del 1964. In Eritrea di Luigi Comencini. Un costruttore, Sartoletti (Alberto Sordi) vuole lottizzare un’area sottoposta a vincolo paesaggistico.

L’unico che può autorizzare la sua opera è un onorevole (Claudio Gora) e prima di raggiungerlo sul suo yacht, presta soccorso a Eritrea (Silvana Mangano), una prostituta. Sartoletti prova a presentare il suo progetto all’onorevole, che lo liquida su due piedi.

Ma l’onorevole, credendo che Eritrea sia la moglie del costruttore, cambia atteggiamento e, deciso a sedurla, nonostante la presenza della moglie, li invita sul suo yacht. Eritrea si concede all’onorevole e Sartoletti ottiene l’autorizzazione per costruire il grande Hotel Bellavista.

E’ del 1968 La pecora nera di Luciano Salce. L’integerrimo onorevole Mario Agosti (Vittorio Gassman) è additato come un uomo onesto e tutto di un pezzo.

Ma il fratello gemello, Filippo, identico come una goccia d’acqua, all’opposto, è un imbroglione, un dongiovanni e un truffatore. Mario è sposato con Alma (Lia Gastoni), ma la trascura.

Filippo, esuberante, allegro e sempre su di giri ben presto la conquista e, contemporaneamente allaccia rapporti con i pescecani della politica e dell’alta finanza. Mario minaccia i potenti di svelare i loro intrighi.

Ministri, cardinali e sottosegretari decidono di spedirlo in una clinica per malattie mentali e mettono al suo posto Filippo. 

Fece certamente più scalpore All’onorevole piacciono le donne nonostante le apparenze e purché la nazione non lo sappia di Lucio Fulci del 1971. Il casto e onorevole Giacinto Puppis (Lando Buzzanca) è cresciuto all’ombra del potentissimo cardinale Maravedi (Lionel Stander).

L’onorevole è in corsa per le elezioni presidenziali ma, durante una cerimonia pubblica, colto da un irrefrenabile raptus erotico, palpeggia i glutei del primo ministro di un paese straniero.

I servizi segreti mettono a tacere la cosa, ma l’onorevole è così scosso che si ritira in un convento Accolto (fin troppo) amorevolmente da suor Delicata (Laura Antonelli) e dalle altre avvenenti sorelle, ritemprato, ritrova ben presto l’equilibrio perduto ma, non appena ritorna nella capitale, è colto nuovamente da un raptus erotico.

Ossessionato dalla paura di essere trascinato in uno scandalo, decide di abbandonare la politica e gettarsi tra le braccia di Suor Delicata, fuggita, intanto, dal convento. Ma il potente cardinale lo dissuade e muove i fili per farlo eleggere presidente della Repubblica.

Commedia caustica, graffiante ed irriverente che fu bloccato e mutilato dai tagli della censura perché Puppis sembrava la fotocopia di Emilio Colombo, potente ministro democristiano di allora.

Più leggero L’onorevole con l’amante sotto il letto di Mariano Laurenti del 1981con Lino Banfi nei panni di un onorevole con la classica amante, interpretata da Janet Agren.

E’, infine, oggetto di culto Giovannona coscialunga disonorata con onore di Sergio Martino del 1973. Un solerte pretore siciliano scopre, per caso, che la fabbrica di formaggi di Roccapizzo, di proprietà del commendator La Noce un industriale del Nord, inquina un fiume.

Per non finire sotto inchiesta, l’imprenditore va alla ricerca di una protezione politica e, su suggerimento di un monsignore locale, individua nell’onorevole Pedicò, il potente di turno da corrompere.

Albertini (Pippo Franco), fido ragioniere del commendatore, scoperto che l’onorevole Pedicò  (Vitotrio Caprioli) ha un debole per le mogli degli altri, contatta Cocò (Edwige Fenech), prosperosa prostituta, e la fa passare per la moglie del commendatore. Come prevedibile il film darà vita a una girandola di equivoci.

Articolo pubblicato sulla Rivista Il Corace – Febbraio 2026 

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