Piccole donne di Greta Gerwig – USA – 2019 – Durata 135’

1 Dicembre 2025 | Di Ignazio Senatore

Concord, Massachusetts. Il cappellano signor March parte volontario per il fronte durante la Guerra di secessione americana e lascia a casa la moglie Marmee (Laura Dern) e le quattro figlie; Amy (Florence Pugh), Jo (Saoirse Ronan), Meg (Emma Watson) e Beth (Eliza Scanlen).

La vicenda si sposta a sette anni prima: Meg (Emma Watson), la maggiore, la più vanitosa di tutte, è fidanzata con John (James Norton), un insegnante che non versa in buone condizioni economiche.

Jo (Saoirse Ronan), dai modi un po’ da maschiaccio, proclama ai quattro venti di non volersi sposare e rimanere “zitella”, vive a New York ed è una talentuosa scrittrice che pubblica in forma anonima i suoi racconti presso la casa editrice di Mr. Dashwood (Tracy Letts); Beth (Eliza Scanlen), ha una passione per il pianoforte.

Amy, la più piccola, sogna di diventare una famosa pittrice. Per aiutare la famiglia, che non versa in buone condizioni economiche, Jo fa da dama di compagnia alla ricca, scorbutica e acida zia March (Maryl Streep).

Amy, abbandona le sue velleità di pittrice ed è segretamente innamorata del giovane Theodor Laurence, detto Laurie (Timothée Chalamet), nipote del loro anziano e ricchissimo vicino di casa.

Meg, invece, arde per John Brooke (James Norton), precettore di Laurie. Marnee parte come infermiera per curare il marito e gli altri feriti di guerra, ma Beth si ammala di scarlattina.

Il signor March, congedato a causa delle ferite, ritorna a casa e la famiglia finalmente si riunisce. Laurie, da sempre innamorato di Jo le chiede di sposarlo ma lei, pur essendo legata a lui, rifiuta in nome della sua scelta di libertà.

Amy parte per l’Europa con zia March e Jo si trasferisce a New York per continuare a scrivere.  La vicenda si sposata nuovamente al 1868. Al rientro dal lungo viaggio in Europa, Amy dichiara di aver sposato Laurie che aveva incontrato a Parigi.

Beth muore e Jo, va a New York come istitutrice. Sul finale, morta zia March, trasformerà la villa avuta in eredità in un collegio per i bambini della comunità e darà alle stampe il libro Piccole donne….

Alzi la mano quella ragazzina che non ha mai letto Piccole donne di Louise Mary Alcott, romanzo pubblicato nel 1868. In questo film dalle ambientazioni eleganti e dai costumi, firmati da Jacqueline Durran, premiati con l’Oscar, Greta Gerwig, una carriera alle spalle di attrice e sceneggiatrice, autrice dell’apprezzato Lady bird,  sposa una narrazione convenzionale.

Al centro della narrazione le diversissime sorelle March e soprattutto la tenace e “ribelle” Jo, spirito libero e proto-femminista che, invece di puntare ad un tranquillo e soporifero matrimonio, continua a inseguire il sogno di diventare una scrittrice famosa.

La regista americana utilizza dei dei flashback e dei flash-foward e, con questi continui salti dal presente al passato e dall’Europa, al Massachusetts e a New York, rende la vicenda (che meritava di essere sforbiciata in più punti), confusa.

Nei a parte, le tormentate storie d’amore delle quattro protagoniste non sono mai banalizzate e il film regge soprattutto grazie alla felice scelta della deliziosa Saoirse Ronan, (candidata all’Oscar come miglior attrice protagonista) che, ogni qual volta entra in campo, illumina la scena e restituisce vigore e vitalità a una vicenda che spesso s’accartoccia su se stessa.

Candidato all’Oscar come miglior film, miglior sceneggiatura adattata, miglior attrice non protagonista (Florence Pugh) e miglior colonna sonora.

Pessimo il doppiaggio nella versione italiana di Louis Garrel. Il romanzo della Alcott vanta altre trasposizioni cinematografiche; nel 1933 per la regia di George Cukor; nel 1949 per quella di Mervyn LeRoy e nel 1994 di Gillian Armstrong. A vestire i panni della temeraria Jo dapprima Katharine Hepburn, poi June Allyson e Winona Ryder.

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