Slalom di Luciano Salce Italia, Francia, Egitto – 1965– Durata 108’

1 Settembre 2026 | Di Ignazio Senatore

Lucio Ridolfi (Vittorio Gassman) e la moglie Ilde (Emma Danieli) decidono di trascorrere le vacanze di Natale al Sestriere, assieme a Riccardo (Adolfo Cali) e a Simonetta, (Isabella Biagini), una coppia di amici.

 In treno, Lucio incontra Helen (Beba Loncar), una giovane e misteriosa straniera, che gli fa gli occhi dolci e che, invece, di proseguire per Parigi, fa tappa anche lei al Sestriere.  Lucio e Riccardo si liberano, con un pretesto, delle mogliettine e sognano tre giorni di conquiste e follie. Helen, intanto, invita Lucio in una baita e gli presenta George, che, un attimo dopo, è ucciso da un proiettile.

 Lucio è sconvolto, fugge via, ma ritorna sul luogo del delitto assieme a Riccardo e scopre che non c’è più traccia del cadavere.

 Mentre è sulla seggiovia, un killer prova a ucciderlo e Lucio si risveglia, poi, in un aereo diretto a Il Cairo e scopre che il suo passaporto è intestato a un certo Charlie Irving, un cittadino inglese. Nadia (Daniela Bianchi), una bionda elegante, afferma di essere la moglie e lo conduce fuori dall’aeroporto.

 Anche grazie all’aiuto di Fahra (Loubna A. Aziz), un’hostess, conosciuta in aereo, Lucio riesce a seminare il killer che continua ad inseguirlo.

 Helen ricompare e gli confessa che è un agente dell’FBI e che, dopo la morte di George, la loro migliore spia, lei lo aveva scelto per rimpiazzarlo.

 Sul finale, Lucio sventa un colossale piano che tendeva a far crollare l’economia mondiale, con la messa in commercio di milioni di dollari falsi. Come nulla fosse accaduto. Lucio ritorna al Sestriere, contemporaneamente alla cara mogliettina.

 Salce sposa una spy story e fa il verso al fenomeno James Bond, tanto in voga al tempo, e mostra il povero Lucio Ridolfi catapultato, all’improvviso, in una storia più grande di lui.

 La trama inizialmente intriga e, per tenere alta la suspense, il regista romano non svela l’identità di chi muove i fili della vicenda, né offre degli indizi per comprendere perché mai un killer è sempre alle calcagna del malcapitato Lucio e vuole eliminarlo.

 Salce punta troppo sugli inseguimenti e, con il progredire della vicenda, la trama diventa ripetitiva e il ritmo cala, inevitabilmente.

  Solo nel finale affrettato, si scopre che a tirare le fila é l’FBI ed é poco convincente la scelta di far vestire a Lucio i panni dell’eroe che salva il mondo da una colossale crisi finanziaria.

  Il film si illumina solo per la presenza dell’affascinante Daniela Bianchi, comparsa nel 1963 al fianco di Sean Connery in A 007, dalla Russia con amore e per le fugaci apparizioni dell’enigmatica Beba Loncar.

  La maschera di Gassman travalica il personaggio che interpreta e, probabilmente, la scelta di un altro attore avrebbe favorito una migliore fruizione del film. Adolfo Celi, anche lui presente in un Agente 007 Thunderball Operazione tuono (1965), altro film bondiano, compare solo nelle prime battute.

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