“Super Santos”, il racconto di Roberto Saviano diventa un film

20 Dicembre 2025 | Di Ignazio Senatore
“Super Santos”, il racconto di Roberto Saviano diventa un film
Senatore giornalista
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“Super Santos”, il racconto di Roberto Saviano, pubblicato nel 2011, diventa un film, prodotto da Palomar. A dirigerlo Ciro Visco e tra gli interpreti si fa il nome di Francesco Di Leva e di Antonia Truppo.

Un oggetto iconico, il famoso pallone di colore arancione, al quale il cantautore Tony Tammaro ha dedicato anni fa una delle sue hit più famose. Una sfera ambita dai ragazzini che si cimentavano per strada a dare calci al pallone, emulando in fantasia, le gesta dei loro giocatori preferiti.

Protagonisti del film quattro ragazzini di otto anni, Dario, Giovanni, Giuseppe e Rino, amici per la pelle, che si divertono a tirare quattro calci al Super Santos nelle strade di periferia, divenute piazze di spaccio. Dalla felicità del gol realizzato, a fare da palo alla camorra, il passo è breve. Il loro compito? Lanciare il pallone lungo la strada, gridare “o pallone, o pallone” e allertare gli spacciatori dell’arrivo della polizia.

Una vicenda che avrà naturalmente sviluppi diversi e che, a detta di Saviano, è nata da una storia vera.

Un film che conferma l’attenzione dell’industria del cinema per la produzione dello scrittore napoletano Fu Matteo Garrone che nel 2008 diresse “Gomorra”, tratto dal suo best seller, interpretato, tra gli altri da Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale. Un film osannato dalla critica, vincitore di numerosi David di Donatello, premiato a Cannes, candidato al Golden Globe.

Fu poi la volta di Giuseppe Gagliardi che nel 2011 portò sul grande schermo “Tatanka”, tratto dal racconto “Tatanka skatenato”, di Saviano, presente nella raccolta “La bellezza e l’inferno”. Protagonista il pugile Clemente Russo, campione del mondo dilettante e vice campione olimpico a Pechino e a Londra, all’esordio cinematografico.

E’ del 2019, “La paranza dei bambini”, di Claudio Giovannesi, uno spaccato tenero ma allo stesso tempo feroce, sulle carriere camorristiche dei giovani ragazzini napoletani, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore.

“L’immortale”, per la regia di Marco D’Amore del 2019, è, invece, lo spin –off della famosa serie.

Storie, le sue, che si prestano perfettamente per la traduzione cinematografica e televisiva, che hanno raccolto sempre il favore del pubblico.

Un personaggio discusso, amato e odiato, non solo per le sue dichiarazioni spesso tranchant, ma anche e soprattutto per aver, in qualche modo raccontato, la camorra, nei suoi scritti, mitizzandola, e gettando così altro fango sulla nostra città.

Un giornalista, in ogni caso coraggioso, che vive sotto scorta da anni e che, ha più volte dichiarato che, in cambio della sua libertà, se potesse tornerebbe indietro e non lancerebbe più i suoi strali contro quei camorristi di cui ha fatto i nomi.

Articolo pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno – 20.12.2025

 

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