Ulisse di Mario Camerini– Italia – 1954 – Durata 104’

2 Ottobre 2025 | Di Ignazio Senatore
Ulisse di Mario Camerini– Italia – 1954 – Durata 104’
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Dopo la caduta di Troia, Ulisse (Kirk Douglas), re di Itaca e i suoi uomini, viaggiano verso la patria. Il ritorno è, però, funestato da una serie di insidie e ostacoli. Dopo il naufragio della nave, le onde trasportano Ulisse su una spiaggia dell’isola dei Feaci. A soccorrerlo è Nausicaa (Rossanna Podestà), figlia del re Alcinoo (Jacques Dumesnil).

Ulisse ha però, perso, la memoria e, dopo essersi rifocillato, partecipa ai giochi allestiti da Alcinoo e primeggia nella lotta e in altre discipline sportive. Nausicaa s’innamora di lui e, quando sono sul punto di allestire le nozze, Ulisse recupera la memoria.

Alcinoo, allora, gli fornisce una nave per tornare a Itaca. Dopo aver salpato su un’isola e, fatto una scorta di viveri, Ulisse e i suoi uomini scoprono che in quella caverna vive il ciclope Polifamo (Umberto Silvestri), un gigante da un occhio solo.

Bloccati nell’antro e senza via d’uscita, Ulisse fa ubriacare Polifemo, con il vino, bevanda a lui sconosciuta, e quando il gigante si addormenta, con l’aiuto dei compagni, lo acceca, con un tronco acuminato e incandescente. Guadagnata la fuga, la nave di Ulisse è travolta da una tempesta, perché il Ciclope aveva chiesto aiuto al padre Nettuno, Dio del mare.

Dopo essersi fatto legare all’albero maestro della nave, per non cadere nella tentazione del richiamo delle Sirene, Ulisse e l’equipaggio raggiungono l’isola di Circe (Silvana Mangano).

Dopo aver trascorso mesi tra le braccia della sensuale maga, Ulisse fa ritorno a Itaca, dove l’attendono la moglie Penelope (Silvana Mangano) e il figlio Telemaco (Franco Interlenghi). In sua assenza, i Proci, degli uomini insolenti e villani, hanno occupato la sua dimora e chiesto, più volte a Penelope in sposa.

Il pretendente più intraprendente è Antinoo (Anthony Quinn), che, stanco dei continui rinvii della regina, l’obbliga a scegliere il prossimo marito. Ulisse ritorna in tempo a Itaca, vestito da mendicante.

Penelope non lo riconosce, ma accetta il suo consiglio di sposare chi riuscirà a tendere un arco e a scagliare una freccia, che deve attraversare dieci anelli di ferro, prova che solo Ulisse riusciva a portare a termine.

I Proci, a turno, tentano, invano, senza riuscirci. Allora il mendicante, chiede di poter partecipare anche lui alla prova e, dopo essere stato deriso da tutti, la supera. Abbandonato il travestimento, grazie all’aiuto di Telemaco e dei fedeli servitori, si vendica dei Proci, uccidendoli, per, poi, riabbracciare l’amata Penelope.

Mario Camerini traspone sul grande schermo l’immortale Odissea di Omero e dirige il film più costoso in Italia, al tempo.

Non era facile rendere in immagini il suggestivo poema epico, ma il navigato regista romano riesce mirabilmente a vincere la scommessa, inserendo diversi flashback e scegliendo, grazie a degli effetti speciali di Eugen Schuffan, gli aspetti più spettacolari delle peripezie cui va incontro il protagonista, diviso dalla voglia di vivere nuove avventure e il desiderio di ritornare a Itaca.

Gran parte del film, è, infatti, dedicato al naufragio della nave, all’incontro tra Ulisse e Polifemo e con la maga Circe e, infine, allo scontro con i Proci.

Mangano nel doppio ruolo, Penelope/Circe è, troppo algida, Douglas sopra le righe.  Nel 1968, De Laurentis riprese il poema omerico per la serie televisiva, in otto puntate, Odissea, diretta da Franco Rossi.

Per un approfondimento della filmografia prodotta da Dino De Laurentiis si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Dino De Laurentiis Da Torre Annunziata ad Hollywood. I suoi film”, edito da La Valle del Tempo.

 

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