Caramelle da uno sconosciuto di Franco Ferrini – Italia – 1987

22 Aprile 2026 | Di Ignazio Senatore
Caramelle da uno sconosciuto di Franco Ferrini – Italia – 1987
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Una giovane prostituta (Antonella Ponziani) è uccisa a colpi di rasoio. Qualche giorno dopo Marilena (Barbara De Rossi) detta Lena, giunge nella capitale per prostituirsi, ma è vittima del racket della prostituzione locale, gestito dalle colleghe più anziane e, per continuare a lavorare, in cambio deve eseguire delle commissioni per Bruna, una di loro, e occuparsi, nel pomeriggio, di Valentina (Ilaria Cecchi), figlia di Isa (Anna Galena), un’adolescente schiva, con la quale si affeziona.

Bruna è uccisa anche lei a colpi rasoio e Stella (Mara Venier), una prostituta, amica della vittima, chiede a Angela (Marina Suma), una parrucchiera, di truccare Bruna.

Al funerale sono presenti Isa, Stella e le altre colleghe della vittima; Nadine (Athina Cenci), Monica (Annie Papa) e Katia (Alessandra Bonarota) e tra loro serpeggia la paura.

Decidono, allora, di organizzarsi tra loro e creare una sorta di comitato di auto-difesa; c’è chi si attrezza con un fischietto, chi propone l’acquisto di uno spray che provoca immediatamente sonno all’assalitore, chi suggerisce di annotarsi il numero di targa del cliente che si apparta con una di loro e, infine, chi fa appello ai voyeur, nascosti dietro le siepi e chiede loro di intervenire in caso di bisogno.

L’unica che decide di badare a se stessa, è Jolanda (Laura Betti), una veterana del mestiere, che ha sempre voluto sentirsi libera e che, in qualche modo, si sente sicura, non essendo giovane come le altre vittime, che cade, però, anche lei vittima del maniaco assassino. Intanto Angela, mercifica anche lei il suo corpo e Stella guadagna la metà per ogni sua prestazione.

L’ispettore Giusti (Maurizio Donadoni), con la complicità delle prostitute, tende una trappola all’assassino. A mietere le vittime era la tenera e dolce Valentina; costretta dalla madre a prostituirsi, uccideva le prostitute per vendetta.

Franco Ferrini, sceneggiatore di Federico Fellini, Dario Argento, Alberto Lattuada, Lamberto Bava, Michele Soavi e di altri talentuosi registi, alla sua unica regia, mescola giallo e commedia e dirige una pellicola che non regala molte emozioni. I delitti sono filmati con un leggero tocco gore, amplificati dalla scelta dell’assassina che, dopo ogni delitto, dopo aver sgozzato le vittime, utilizza sul loro corpo una pistola, usata nella macellazione, per uccidere gli animali. Il regista spezzino alleggerisce la vicenda con delle battutine ironiche delle prostitute che irridono la polizia, i voyeur e i travestiti. Non manca un pizzico di lotta di classe, con il motto “Falce e marchette”, e un affondo alla polizia che discrimina le prostitute e, giudicandole un rifiuto della società, non  indaga sul misterioso assassino.  Athina Cenci una spanna sopra tutte. Mara Venier, come attrice, un vero disastro. Nel cast una giovanissima Sabrina Ferilli.

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