New York. Gerard Lafayette (Gerard Depardieu) lavora come elettrotecnico nel Museo delle Cere della Roma Imperiale e come tecnico delle luci in un teatro off, frequentato da un gruppo di femministe, che sta preparando uno spettacolo teatrale.
Tra le varie proposte, una delle femministe avanza l’idea di trattare il tema dello stupro. Decidono, allora, di violentare Lafayette, così da ribaltare l’atavico ruolo della donna vittima e passiva. Angelica (Gail Lawrence), una di loro, è scelta per mettere in pratica l’esperimento; Lafayette, colpito precedentemente in testa con una bottiglia, mezzo svenuto, riverso a terra, è costretto a giacere con Angelica e poi dalle altre femministte.
Dopo aver minacciato le femministe di ricorrere al suo avvocato, Lafayette incontra Luigi Nocello (Marcello Mastroianni), un signor elegante e un po’ bizzarro, che, sulla riva del fiume Hudson, s’imbatte nella carcassa di King Kong e scorge, ai suoi piedi, una scimmietta. Luigi, è però allergico al pelo, e l’affida a Lafayette, che, da quel momento in poi, non si separa più da lei.
Angelica fa coppia con Lafayette che, intanto, gironzolando per New York va a trovare la sua amica Miss Tolan (Geraldine Fitzgerald), una donna anziana, che si sente sola e, per consolarla, fa l’amore con lei.
Lafayette, Angelica e Luigi dichiarano di essere i genitori della scimmietta e la registrano nell’ufficio delle nascite, con il nome di Cornelio.
Luigi, sempre più solo e disperato, s’impicca. Angelica è incinta. ma Lafayette, che pure ha riconosciuto come figlio la scimmietta, le lascia intendere che non è pronto ad assumersi la responsabilità di essere padre di un bambino e, allora, lei lo pianta.
Tornato nel suo scantinato, Lafayette scopre che Cornelio è stato divorato dai topi. Si reca da Flaxman (James Coco), proprietario del Museo delle Cere, che gli ricorda la finitezza e la tragica inutilità dell’uomo.
Scatta un corto circuito e Lafayette e Flaxman periscono nell’incendio. Dopo qualche anno, Angelica gioca in riva al mare con la figlia avuta da Lafayette.
In questo apologo amaro, Ferreri filma uno dei suoi film più senza speranza della sua lunga carriera. Proseguendo la sua riflessione sulla crisi del maschio contemporaneo, se ne L‘ultima donna, Giovanni, pur di provare a stabilire un contatto con Valeria, decide di evirarsi, Lafayette non prova neppure a imbastire una relazione con Angelica e preferisce a lei Cornelio, una scimmietta vispa, che porta perennemente con sè.
La notizia che Angelica è incinta e che dovrebbe assumersi le sue responsabilità come padre non sfiora neppure Lafayette, che, inoltre, non sembra addolorato quando lei lo pianta in asso.
Una New York desolante e deserta, infestata dai topi, fa da cornice a una vicenda che ricorda, anche per certi aspetti quella de Il seme dell’uomo.
Se nella pellicola del ’69, Cino, con il suo museo, prova a tenere viva la memoria della società capitalistica, in questo, Flaxman, con il suo Museo delle Cere, tiene in vita il ricordo della Roma Imperiale e di personaggi come Giulio Cesare, Cleopatra, Nerone, che poi devono assumere i volti di politici contemporanei come Nixon ect . Ferreri non fa sconti e lascia intendere che nessuna traccia del passaggio dell’uomo sulla Terra va conservata.
Forse anche in virtù di questo finale apocalittico, il film non è stato mai proiettato in America. Dèpardieu, doppiato da Michele Placido, è meno convincente che ne L’ultima donna. Mastroianni, tenero e commovente, si cala perfettamente nel personaggio di Luigi, e sfoggia una delle sue migliori interpretazioni di tutta la sua folgorante carriera. Premio speciale della Giuria al Festival di Cannes.
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