Roma, Tamara (Lilla Brigone), una prostituta, si getta dalla finestra di una casa di tolleranza ed è ricoverata d’urgenza in ospedale. Il casino è chiuso per una settimana e Lola (Linda Darnell), Rosa, detta Wally (Valentina Cortes) e Franca (Lea Padovani) si rivolgono a Rosita (Giulietta Masina), una ex collega, che le ospita nel suo bell’appartamento.
Franca approfitta per andare a prendere la sua bambina in collegio, Franca risponde a un annuncio di Francesco Casertano (Anthony Quin), un abruzzese, che a giorni arriverà a Roma, in procinto di emigrare in Venezuela.
Lola, si fa visitare da un medico che le conferma che deve cambiare stile di vita, perché ha un cuore debole. Allora va, a trovare a Civitavecchia, la madre anziana, che non vedeva da anni.
Rosita, che gestisce una casa d’appuntamenti, di tanto in tanto, chiede alle sue ospiti che le basta una telefonatina per reclutare dei clienti, ma tutte le, ripetano in coro che desiderano solo riposarsi.
Francesco piomba a Roma e tra le tante pretendenti che hanno risposto al suo annuncio, sceglie Wally. In serata, poi, la raggiunge con padre, madre e altri familiari da Rosita che li ospita.
Wally non ha, però, il passaporto, e Francesco, che deve partire con i suoi per il Venezuela, dopo una sfuriata, ritorna sui suoi passi, la rassicura e le promette che la sposerà per procura.
E’ tutto pronto per il matrimonio, ma l’amico sindaco (Tino Buazzelli) di Francesco, ha fatto, per conto suo, delle ricerche e ha scoperto il passato di Wally che, in un misto di vergogna e disperazione, fugge via ed è travolta da un’auto.
Tamara, che ha ritrovato la fede, appena ristabilita, sarà assunta come governante in un convento, Franca, invece, sceglie di stare al fianco della figlia e ha intenzione di cercare un altro lavoro. Lola è tentata di tornare a Civitavecchia, nel timore che, per il suo passato, possa rovinare il matrimonio della sorella, pur consapevole del suo stato di salute, sempre più precario, ritorna nella casa di tolleranza che, intanto, ha riaperto.
Prima di intraprendere la folgorante carriera di produttore di film e aver dato la luce a film entrati nella storia del cinema come La cena delle beffe e Quattro passi tra le nuvole di Alessandro Blasetti Don Camillo di Julien Duvivier e La dolce vita, di Federico Fellini, Peppino Amato, alla sua sesta e penultima regia, dirige un melodramma che ruota intorno all’incantevole e magnetica Linda Darnell, star americana, interprete, tra gli altri, di Sangue e arena, di Uomo bianco tu vivrai di Robert Mamoulian e di Sfida infernale di John Ford.
Al suo primo film in Italia, Darnell calamita con la sua bellezza lo sguardo dello spettatore e, sapientemente, Amato, che s’affida, tra gli altri, in sede di sceneggiatura a Giuseppe De Santis, Elio Petri, Gianni Puccini e Cesare Zavattini, le cuce addosso un personaggio perfetto per le sue corde.
Inquieta e affamata d’amore, in una scena simbolo, al risveglio, spalanca tutte le persiane per inondare di luce l’appartamento di Rosita, a testimonianza non solo del suo bisogno di vita, ma anche quello di non vederle chiuse, in ragione che nelle case di tolleranza dovevano rimanere chiuse.
Condannata da un cuore malfermo, gravata di un passato, che non le permette di ritornare tra le braccia della madre a Civitavecchia, cerca di rubare qualche briciolo di felicità e fa gli occhi dolci a un soldato che accompagna in stazione perché deve rientrare in caserma e poi a un calciatore che, le dà buca, perché l’indomani a un incontro di calcio importante.
Non le è da meno Wally che, innamoratosi di Francesco, un uomo dal cuore d’oro, vuole svelargli la verità e non nascondergli la sua professione. E’ lui che la blocca e le risponde che non le interessa il suo passato ma, la sorte le sarà egualmente avversa. Le uniche che sembrano poter credere in un futuro più radioso sono Tamara e Franca. …Amato non punta, però, ai fazzoletti e non scivola mai nel melenso e nello sdolcinato. Nel cast particine per Rossella Falk, Checco Durante, Carlo Dapporto e Mariolina Bovo. Tra i brani, in apertura Sciummo, cantata da Sergio Centi
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