Genitori in blue jeans di Camillo Mastrocinque – Italia – 1960

26 Settembre 2023 | Di Ignazio Senatore
Genitori in blue jeans di Camillo Mastrocinque – Italia – 1960
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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Roma. Renzino (Ugo Tognazzi), padre della sedicenne Marisa (Cathia Caro), eterno dongiovanni, dopo aver fatto la corte a Elena (Sylva Koscina), gironzola intorno a Nuri (Hélène Chanel), una maggiorata, amica della figlia.

Peppino (Peppino De Filippo), titolare di una rinomata sartoria per uomo, è uno scapolo convinto e si rifiuta di accasarsi con la contessa Wanda (Lia Zoppelli), due volte divorziata.

Gianni (Franco Fabrizi), venditore di automobili, ossessionato dalle cambiali da pagare, è fidanzato con Colette (Scilla Gabel), una francese che per tirarlo dagli impicci accetta la corte di Roberto (Giuseppe Porelli), direttore di banca.

Mario (Mario Carotenuto), marito di Lisa (Lidia Martora Maresca), proprietaria di un avviato negozio di biancheria per signora, è il padre di Giorgio (Corrado Pani), laureando in medicina.

A completare la compagnia Achille (Alberto Talegalli), scapolo cinquantenne, proprietario di farmacie, che si diverte a fare gli scherzi a tutti.

In qualche modo, ognuno incappa in qualche disavventura; Roberto si apparta in auto con Colette, ma è sorpreso ed arrestato da un agente (Tiberio Murgia); Mario e Pappino volano a Parigi e, provano a rimorchiare due bambole che, dopo averli lasciati a bocca asciutta, rubano il loro campionario di biancheria intima.

Peppino s’innamora di  Margaret (Lynn Shaw), ma durante una festa per suggellare il loro fidanzamento, lei inizia a sfrenarsi, fino a lanciarsi  in uno striptease. Gli unici felici e contenti sono Marisa e Giorgio, che si sono fidanzati.

Mastrocinque, dirige per la quarta volta Tognazzi e realizza un film corale composto da scenette incollate l’una dietro all’altra.

Il regista romano punta al macchiettismo per caratterizzare i diversi personaggi della vicenda; Peppino De Filippo è tirchio, Talegalli un burlone, Fabrizi sempre al verde, Carotenuto, il classico italiano che lascia a casa la moglie e a Parigi va a caccia di avventure.

Tognazzi, fin troppo defilato, veste per l’ennesima volta i panni del dongiovanni che flirta prima con la Koscina e poi con la formosa amica della figlia, ma in entrambi i casi va in bianco.

In barba al titolo, l’eventuale conflitto tra genitori e figli è completamente disertato e sulla scena gli unici adolescenti sono Marisa e Giorgio che, come prevedibile, finiranno per innamorarsi. 

 

Per un approfondimento sulla filmografia, la vita, le attività teatrali e televisive di Ugo Tognazzi, si rimanda al volume di Ignazio Senatore “Ugo Tognazzi”, edito da Gremese (2021), corredato da 800 foto, dall’antologia della critica e dai commenti di attori e attrici, interpretati al fianco dell’attore cremonese  dei film e dei registi che lo hanno diretto.

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