Roma. L’ingegnere Alberto Fiorini (Raf Vallone), è un impenitente donnaiolo. Per godersi le sue scappatelle, ha preso in affitto un piccolo appartamento, in una zona popolare della città e l’ha trasformata nella sua alcova.
…Giulia (Eleonora Rossi Drago), la moglie, che da tempo sospetta del marito, una sera, in compagnia di Pupa (Marisa Merlini), un’amica, decide di seguirlo in auto.
…Scopre che è entrato in un palazzetto e, curiosa di conoscere chi possa essere la rivale, attende, ansiosa, in auto. L’amante è Laura (Gordana Miletic), un’indossatrice, ex ballerina, che lei riconosce, avendola incrociata in una sfilata di moda.
L’affronta e, a muso duro, vomitandole il proprio disprezzo, le ricorda che Alberto è un uomo sposato, padre di due figli e di venti anni più grande di lei.
Inizialmente, Laura sembra scossa e turbata ma, poi, invece di andare via, entra nella garconniere e si tuffa tra le braccia di Alberto. Delusa e ferita, Giulia comunica a Pupa che è decisa ad andare alla polizia e denunciare il marito per adulterio.
L’amica le ricorda, però, che questo reato è d’appannaggio solo di quei mariti che scoprono la moglie in flagrante e non viceversa.
Giulia è un fiume in piena. Confessa a Pupa di aver sempre saputo dei tradimenti del marito, anche perché riceve spesso delle telefonate anonime che l’informano delle sue fughe amorose e, inoltre, sa benissimo che anche lei è stata una delle amanti di Alberto.
Laura, intanto, fa le fusa ad Alberto, si spoglia, lo invita ad andare a letto con lui. Alberto le ribadisce l’amore che nutre per lei, l’assicura che lascerà la moglie ma che, ma che, dopo tanti anni di matrimonio, deve agire con prudenza.
Intanto, il socio di Alberto, al telefono, gli ricorda che la sera stessa scadono le cambiali da pagare e che entrambi rischiano il fallimento. Se vogliono una proroga, per tacitare il creditore, è necessaria anche la firma della moglie. Alberto telefona allora a Giulia, le svela le difficoltà economiche nel quale naviga e lei, dopo averlo ascoltato, senza rispondergli, chiude la conversazione.
Giulia non demorde e con la sua auto, si piazza nuovamente davanti la garconniere, e porta con sé i figli. Alberto, allora le va incontro e trova la forza di confidarle che è innamorato di Laura, che con lei si sente, giovane e rinato e che ha intenzione di vivere fino in fondo la sua storia d’amore.
Non appena ritorna, però, nella garconniere, mentre confida a Laura i suoi tormenti, scopre che lei non è vergine e si insinua in lui il sospetto che la giovane amante sia solo un’arrivista, che aspira a raggiungere una sicurezza economica e che, probabilmente, con il passare del tempo, non si farebbe scrupoli di tradirlo con un uomo più ricco di lui.
Mentre Laura si riveste, lui si addormenta. A Laura non resta che prendere un taxi e andare via. Al mattino, Alberto trova Giulia addormentata in auto e, mentre ritornano a casa, lui le confida che, probabilmente, per sentirsi vivo, continuerà a tradirla e lei gli ribadisce che, nonostante tutto, gli resterà vicino.
Insolitamente, tradendo, in qualche molo, la sua idea di cinema, De Santis affronta il tema dello sfaldamento della coppia borghese. Protagonista un ingegnere sommerso dai debiti che, avendo preso atto che il suo matrimonio è al capolinea, da anni, cerca senza successo, una ragione per vivere e saltella da un’avventura a un’altra.
Meschino, pavido e senza spina dorsale, per la paura che la sua attività coli definitivamente a picco, non ha il coraggio di piantare la moglie, una donna fin troppo arrendevole e passiva, che non solo gli perdona i suoi tradimenti ma, soprattutto, non stigmatizza il suo atteggiamento immaturo e infantile. Anche il personaggio di Laura, un’altra creatura alla vana ricerca di se stessa, appare sbiadito e il film risulta, nel complesso, lento e verboso e i dialoghi privi di un profondo scavo psicologico.
De Santis inserisce sullo sfondo la figura di Vincenzo (Nino Castelnuovo), studente di medicina, fidanzato con Clenentina (Maria Fiore), giovane prostituta, che fa il galante con Laura. Eleonora Rossi Drago, già comparsa ne La strada lunga un anno, carica troppo il suo personaggio. Raf Vallone, ni panni di un borghese insoddisfatto, diretto per la quarta volta da De Santis, sembra spaesato e smarrito. Tra i brani Quado vien la sera, cantata da Joe Sentieri e Nun è peccato da Peppino Di Capri.
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