L’agenda nascosta di Ken Loach – G.B – 1990

20 Aprile 2026 | Di Ignazio Senatore
L’agenda nascosta di Ken Loach – G.B – 1990
Schede Film e commento critico di Ignazio Senatore
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L’avvocato americano Paul Sullivan (Brad Dourif) e la compagna Ingrid Jessner (Frances McDormand), appartenenti ad una Lega per i diritti civili, raccolgono le testimonianze di alcuni giovani irlandesi che, accusati ingiustamente, di far parte dell’I.R.A. durante gli interrogatori, sono stati crudelmente torturati dalla polizia inglese.

Nel corso della conferenza stampa, Ingrid denuncia, inoltre, che sono state effettuate anche un centinaio di esecuzioni sommarie di civili.

Paul è contattato da Malloy (Brian McCann), che gli promette di mostrargli un video shock. L’indomani, i due sono uccisi in auto in un agguato ad opera degli agenti dei servizi segreti inglesi. I media lasciano credere che i due sono stati freddati, perché non si erano fermati a un posto di blocco.

Peter Kerrigan (Brian Cox), un ispettore inflessibile, giunto da Londra, è incaricato dal governo di indagare sulla duplice morte.

Sin dalle prime battute, Kerrigan intuisce che la versione fornita dalla polizia è completamente falsa. Senza troppi giri di parole, Brodie (Jim Norton), un pezzo grosso della polizia, gli lascia intendere che le alte sfere non gradiscono che ficchi troppo il naso e lo invita a confermare la versione ufficiale. Per intimidirlo, Kerrigan trova sul sedile dell’auto un proiettile, in uso dai servizi segreti inglesi.

Nel corso delle indagini, Frazer e Kennedy, due poliziotti, responsabili dell’omicidio di Sullivan, ammettono che l’inchiesta è stata depistata e dichiarano di aver consegnato il video compromettente a un incarico della polizia inglese.

Kerrigan cerca di spremere Brodie, ma lui dichiara che non può rivelare notizie riservate.

Ingrid, intanto, è avvicinata da Teresa Boyle (Michelle Fairley), una giornalista che le fornisce il contatto per incontrare Harris, (Maurice Roeves), un uomo al vertice dei Servizi Segreti.

Quest’ultimo confida a lei e a Kerrigan che la CIA, in accordo con i sevizi segreti inglesi, avevano influenzato le elezioni a scapito dei laburisti e si erano adoperati per far eleggere la Thatcher, come primo ministro.

Messo con le spalle al muro, Kerrigan è ricattato con delle foto, artatamente scattate, che lascerebbero credere una sua love-story con Ingrid.

Avendo compreso che la posta in palio è così alta, che non gli permetteranno di andare fino in fondo, Kerrigan rinuncia. E se fosse Ingrid a scoperchiare l’intrigo e a renderlo pubblico?

Loach impagina un thriller poliziesco, premiato dalla giuria del Festival di Cannes., mai proiettato nei cinema in Italia e uscito solo in DVD, che scatenò in Inghilterra un fiume di polemiche e che travolsero il regista, accusato di essersi schierato dalla parte dell’IRA.

La vicenda è ispirata alla figura realmente esistita di John Stalker, vicecommissario della polizia di Manchester che investigò sul sistema noto come “spara per uccidere” del Royal Ulster Constabulary nell’Irlanda del Nord, mentre Harris rimanda a Colin Wallace, che fu ingaggiato per destabilizzare il governo di Harold Wilson e favorire l’ascesa della Thatcher.

Sin dalle prima battute, si intuisce che Loach sceglie la via dell’inchiesta e lascia che, passo dopo passo, il coriaceo Kerrigan troverà lungo la sua strada mille ostacoli e, dopo essersi districato tra un fiume di bugie e di tranelli, passa la mano, pur consapevole che Teresa è stata arrestata e che Harris è stato ucciso dai servizi segreti. 

Nei titoli di testa, Loach riporta due frasi: la prima di James Fintan Lalor (1807 – 49): “L’intera proprietà dell’Irlanda, morale e materiale, dal cielo alla terra, appartiene di diritto al popolo irlandese:” La seconda è della famigerata Margareth Thtcher: “L’Irlanda del Nord fa parte del Regno Unito, tanto quanto il mio collegio elettorale.” In queste due affermazioni contrastanti, c’è il succo della vicenda.

Da un lato, infatti, gli irlandesi che, dopo aver subito la dominazione inglese, provano a liberarsi della loro morsa colonialista, non avendo altra scelta che abbracciare la strada della violenza; dall’altro. gli inglesi che. ritenendo legittimo l’asservimento dell’Irlanda del Nord, mettono in atto una feroce e implacabile repressione.

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