Tale padre tale figlio di Rod Daniel – USA – 1987

26 Agosto 2026 | Di Ignazio Senatore

Il dottor Jack Hammond (Dudley Moore), vedovo e apprezzato cardiochirurgo, vorrebbe che il figlio, il quindicenne Chris (Kirk Cameron), che ha un debole per lo sport e la musica rock, diventi un giorno un medico. Trigger, amico di Chris, gli consegna una pozione di “siero transfert cerebrale”, un liquido in grado di scambiare la mente di chi la beve con quella della prima persona che fissa negli occhi, rubato dallo zio Earl e avuto da un gruppo di nativi americani, mentre era in viaggio nel deserto. I due amici testano il siero con un cane e un gatto e, successivamente, Jack, credendo che fosse tabasco, prepara un cocktail, beve la pozione e scambia la propria identità con quella del figlio. Dopo l’iniziale sconcerto, Chris approfitta della paradossale situazione e presa la carta di credito e l’auto del papà, va in discoteca, fa baldoria, si sbronza e, naturalmente, rientra a casa con la vettura mezza sfasciata.

Jack, intanto, nei panni dello scatenato teen ager non è da meno; va a scuola del figlio e scatena la gelosia di Ric (Michah Grant), il fidanzato muscoloso della bionda Lory (Camille Cooper), di cui il figlio è segretamente innamorato ma, interrogato in classe dal professore di turno, lo lascia a bocca aperta, sfoggiando le sue conoscenze mediche.

Rick, intanto, va in ospedale e, come prevedibile, nella riunione del consiglio d’amministrazione, dove si discute del futuro della clinica, appoggia la mozione della dottoressa Amy Larkin (Catherine Hicks), che si batte per ricoverare in quello ospedale anche pazienti indigenti e privi di assicurazione, inimicandosi così i componenti del consiglio e il dottor Armbruster (Patrick O’ Neal), che lo aveva proposto come capo del personale.

Hammond, dopo essere andato ad un concerto con Lori in discoteca, pesta Rick che voleva picchiarlo. Trigger riesce a rintracciare zio Earl e si procura l’antidoto così padre e figlio ritornano alla normalità.

Jack non è promosso capo del personale e nell’inaspettato finale Trigger propina a Rick il siero e lui, dopo aver incrociato Armbruster scambia la propria identità con lui.

Sfruttando l’abusato cliché dello scambio di persona. Daniel dirige una commedia che manca di brio e originalità.

Troppo prevedibili e banali i disastri che combinano padre e figlio, l’uno nei panni dell’altro; Chris, scelto per far parte della staffetta dei 100 metri, finisce per far perdere la squadra nella quale gareggia; Hannond, in corsia, è un vero disastro e non ne azzecca una e, dopo aver conquistato con la sua verve, le simpatie di Ginnie (Margaret Colin), la disinibita e seduttiva moglie di Armbruster, invece di finirci a letto, si comporta da vero imbranato e incendia mezza casa.

A rendere ancora meno digeribile l’assurda vicenda il linguaggio che, a ruoli invertiti, utilizzano padre e figlio; fin troppo spinto e anticonformista  quello di Chris, nei panni dell’ingessato e sclerotico genitore, e super controllato e serioso quello adottato da Hammond.

Messe da parte le lacune dello script, Dudley Moore, nei panni di Chris, carica troppo la recitazione a differenza di un più misurato Kirk Cameron. Accattivante la colonna sonora.

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