Thrilling di Scola, Polidoro, Lizzani – Italia – 1965

12 Dicembre 2020 | Di Ignazio Senatore

Il vittimista di Ettore Scola. Nanni (Nino Manfredi), insegnante di latino, è in vacanza al mare, in compagnia della moglie Frida (Alexandra Stewart). Nanni non sa nuotare e, colto da un malore, sta per affogare, quando è tratto prontamente in salvo da un bagnante, che lo rianima, dopo avergli praticato la respirazione bocca a bocca. Ripresosi, Nanni è particolarmente scosso, perché, a suo avviso, Frida non l’ha soccorso. Candidamente, lei gli risponde di non aver sentito le sue grida d’aiuto, perché aveva dei tappi nelle orecchie. Convinto che la moglie voglia avvelenarlo, getta nel water il caffè e, finto di non aver appetito, fa analizzare il minestrone da un laboratorio. Insonne e sommerso da uno stato d’angoscia, vaga confuso per strada e, dopo aver allucinato la moglie che lo ammazza a colpi di pistola, consulta uno psicoanalista (Tino Buazzelli). Nanni si sdraia sul lettino e, un attimo dopo, si addormenta e prende a russare. Lo psicoanalista se ne accorge, lo sveglia, e, vedendolo così teso e nervoso, per sbloccarlo, lo esorta a trattarlo come un amico, a dargli del tu, e lo invita a giocare a biliardo. Nel corso della partita, lo psicoanalista raccoglie la sua storia e, poi, con aria professorale, coglie nel segno: il suo malessere deriva dai suoi sensi di colpa, perché tradisce la moglie con Luciana (Magda Konopka). Per riconquistare l’equilibrio perduto, Nanni tronca la relazione con l’amante. Si ritrovano, poi, lui, Frida, Luciana e il marito, a mare, a largo su un pattino. Frida e il marito di Luciana fanno a gara a chi arriva prima a nuoto a riva. Per vendetta, Luciana fa cadere Nanni in acqua e lo lascia affogare.

Sadik di Gian Luigi Polidoro: L’ingegnere Renato Bertazzi (Walter Chiari) è sommerso dai debiti ed è in febbrile attesa di una telefonata da una banca svizzera, istituto che potrebbe aiutarlo a risollevarsi economicamente. Ritorna a casa, e trova la moglie Valeria (Dorian Gray), sommersa, come sempre, nella lettura di Sadik, il suo fumetto preferito, che narra le gesta del suo invincibile supereroe. Valeria è, però, scontenta e accusa il marito trascurarla, perché troppo immerso nel lavoro. Per ravvivare anche una sessualità, ormai spenta tra i due, lei gli chiede di travestirsi come il suo eroe dei fumetti, calarsi dal tetto e, entrato nel loro appartamento, fingere di minacciarla e chiederle dove ha nascosto i gioielli. Per non deluderla, anche se a malincuore, Bertazzi accetta. Giunto nell’appartamento, prova a fare la voce grossa, e a rivolgersi a lei, con fare minaccioso. Ma la sua mente e altrove e, ricorda ancora una volta alla moglie l’importanza della telefonata che attende con ansia. Lei, però, presa dalla frenesia di quel gioco erotico, così eccitante, quando squilla il telefono e dall’altro capo c’è la banca svizzera, riattacca. Bertazzi, novello Sadik, per vendicarsi, la uccide.

L’autostrada del sole di Carlo Lizzani. Fernando (Alberto Sordi), con la sua Bianchina, percorre l’autostrada del Sole. Amante della velocità, sfida le auto di cilindrata maggiore. Dopo aver dato un passaggio a uno sconosciuto, dal viso deturpato da una grosse ferita, accende la radio. Lo speaker annuncia che un pericoloso serial killer, che agisce in quella zona, ha già ucciso dodici persone.  Temendo che il serial killer sia lo sconosciuto, con una scusa, lo fa scendere e prosegue. L’auto di Fernando è, poi, tamponata, dalla fuoriserie di un milanese maleducato e saccente che, invece di scambiare i documenti, fila via. Fernando lo insegue e scopre che si è fermato in una locanda-albergo. Lì incontra Paola (Sylva Koscina), un’affascinante cliente e prova a farle la corte. La locanda è gestita da una famiglia alquanto inquietante e, mentre Fernando, cerca, invano, di scoprire dove si è nascosto il milanese, Lea (Nicoletta Machiavelli), una stangona dalle lunghe trecce e dallo sguardo truce, figlia dei proprietari della locanda, non lo perde mai un attimo di vista. Fernando inizia a credere che sono loro i pericolosi serial killer che, con la complicità di Paola, vogliono avvelenarlo. Trovato il cadavere del milanese in un armadio, riesce, rocambolescamente, a fuggire. Buca, però, una ruota e scopre che nel portabagagli c’è il cadavere del milenese. Prova a sotterrarlo, ma è arrestato. E’ rilasciato solo perché i proprietari della locanda hanno confessato di essere gli autori dei delitti.

Tre episodi, con il passo della commedia, che, come si evince dal titolo, virano tutti nel thriller e accomunati da personaggi che, in qualche modo, sono vittime delle loro ossessioni, reali o immaginarie.

Il primo episodio, il più lungo dei tre, ha lo sviluppo narrativo più compiuto e il finale, divertente, è assolutamente inaspettato. Il secondo, in virtù di una trama troppo leggerina, resta un bozzetto. Il terzo è quello dove circola maggiore suspense, sia per l’ambientazione, che per la caratterizzazione dei proprietari della locanda, perfetti per un film dell’orrore. Splendide e affascinanti le protagoniste femminili di tutti e tre gli episodi.: Su tutte Alexandra Stewart, carica di charme.

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