Tomboy di Celine Sciamma – Francia – 2011

20 Dicembre 2014 | Di Ignazio Senatore

Laure (Zoe Hèran)) una bambina di dieci anni, trasferitasi in una nuova casa insieme ai genitori ed Jeanne, la sorellina più piccola, fa amicizia con un gruppetto di ragazzini e ragazzine della sua età al quale fa credere di essere un maschio e di chiamarsi Michael.

Inseritosi perfettamente in quella nuova realtà, gioca a calcio, fa il bulletto ed attira le attenzioni di Lisa (Jeanne Disson), una ragazzina dolcissima che finirà, fatalmente, per innamorarsi di lui fino a scambiarsi con lui un candido bacetto.

Ma il destino è dietro l’angolo: Michael litiga, con un ragazzino che spiattella tutto alla madre che, di corsa, per difenderlo, corre a casa di Michael. La madre di Michael, ignara del bizzarro comportamento della figlia, dopo essere cascata dalle nuvole, scopre così l’amara verità.

Il film (il cui titolo rimanda all’espressione francese “maschiaccia”) è diretto con tocco leggero dalla regista transalpina che esplora, con garbo, la difficile età di passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Sciamma non calca la mano, né descrive Michael come il solito ragazzino pestifero e villano che vuole imitare il mondo degli adulti per lasciarsi alle spalle ed affrancarsi e il più in fretta possibile dall’universo infantile.

Senza scivolare nel banale, disertati gli psicologismi di maniera, Sciamma sceglie una narrazione sospesa, quasi fiabesca e lasciando che Laure/Michael imploda dolcemente in se stesso, ci regala pagine di grande poesia.

 

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